Il lato oscuro della rivoluzione agricola

Scorpione

Questa foto non ha niente a che vedere con i parassiti vermiformi descritti nell’articolo, però mi piace .

La scoperta dell’agricoltura fu una delle più grandi conquiste dell’umanità. Ebbe luogo in momenti diversi e in varie parti del mondo, ma fu, soprattutto, un fenomeno indissolubilmente legato alla nascita delle prime città.

Le più antiche evidenze di questa transazione epocale sono state da tempo individuate nella cosiddetta Mezzaluna Fertile e risalirebbero al X millennio a. C. Un cambiamento così importante, tuttavia, comportò anche alcune spiacevoli conseguenze …

In pochi sanno che proprio la rivoluzione agricola fu alla base della prima importante diffusione della schistosomiasi, una malattia causata da alcune particolari specie di Platelminti Trematodi, detti schistosoma. Questi parassiti vermiformi, infatti, sono soliti usare come “ospiti intermedi” alcuni molluschi di acqua dolce, e l’introduzione dei primi sistemi di irrigazione fluviale ad opera degli antichi abitanti della Mesopotamia causarono, di fatto, una vera e propria infestazione “su larga scala” tra gli esseri umani.

Già agli inizi del secolo scorso Marc Armand Ruffer, l’inventore della paleoparassitologia, aveva individuato alcune uova di schistosoma in due mummie della XX dinastia. Tuttavia, un team internazionale di archeologi dell’Università di Cambridge, dell’Oriental Institut of Chicago e del Cyprus Institut avrebbe recentemente scoperto la più antica attestazione di un’infestazione da schistosoma in alcuni resti umani, risalenti a più di 7.000 anni fa, rinvenuti presso il sito di Tell Zeidan (Siria).

Una simile scoperta confermerebbe in modo inequivocabile la forte connessione tra la diffusione di questo parassita negli esseri umani e l’introduzione dell’agricoltura. Attualmente, nel mondo si contano circa 10.000 casi di morte all’anno dovute alla schistosomiasi.

Quando la fine del mondo arrivò in Egitto – Nuove scoperte da Luxor

L’area tebana continua a riservarci nuove sorprese e questa volta c’è anche un po’ di Italia.

Quel che rimane dei resti umani bruciati per fronteggiare l'epidemia. Fonte: Credit: Photo by N. Cijan © Associazione Culturale per lo Studio dell'Egitto e del Sudan ONLUS.

Quel che rimane dei resti umani bruciati per fronteggiare l’epidemia.
Fonte:  Photo by N. Cijan © Associazione Culturale per lo Studio dell’Egitto e del Sudan ONLUS.

Durante i lavori presso le tombe di Harwa e Akhimenru, nell’area tebana occidentale, la Missione Archeologica Italiana a Luxor (MAIL), guidata da Francesco Tiradritti, ha scoperto alcune inumazioni con delle caratteristiche piuttosto insolite.

All’interno delle sepolture sono stati individuati diversi corpi ricoperti con uno spesso strato di calce, un materiale adoperato in antichità per la sterilizzazione dei luoghi infetti. Nelle vicinanze sono state rinvenute anche tre fornaci preposte alla preparazione di questa sostanza, nonché i resti di una grande pira con diverse tracce di resti umani combusti

Simili precauzioni lasciano presumere che le inumazioni individuate dalla missione italiana costituiscano, in realtà, una fossa comune allestita per fronteggiare un’epidemia. La ceramica rinvenuta assieme ai cadaveri, inoltre, è risultata databile al III scolo d. C.. Tiradritti ha dunque ipotizzato che le misteriose sepolture siano state destinate alle vittime di una delle più gravi pandemie dell’epoca, la cosiddetta “peste di Cipriano”, che sconvolse l’Impero Romano tra il 251 e il 270 d.C.

Questa epidemia prende il nome dal vescovo di Cartagine, nonché Padre della Chiesa,  Tascio Cecilio Cipriano, che la considerò come un segno dell’imminente fine del mondo.

Riscoperta la tomba TT209 a Luxor

Immagine

Fonte immagine: Luxor Times Magazine

La missione archeologica guidata dal professor Miguel Á. Molinero Polo ha portato alla luce una sepoltura nel sito di Assasif (nei pressi di Luxor).

Non si tratta di una vera e propria scoperta, la tomba, infatti, era già stata individuata agli inizi del secolo scorso da Sir Robert L. Mond e viene citata da Alan H. Gardiner e Arthur E. P. Weigall nel loro catalogo dedicato alle tombe non regali dell’area tebana. Tuttavia, fino a oggi erano scarsissime le notizie sia sulla biografia del proprietario, che sulla planimetria della sepoltura.

Le prime indagini hanno permesso di stabilire che la tomba appartenne ad un uomo di nome Ashemro vissuto durante la XXV dinastia.

Scoperto nuovo nascondiglio di mummie a Luxor

Immagine

Le necropoli dell‘area tebana continuano a riservarci nuove sorprese. Questa volta è il turno di Dra Abu el-Naga, dove la missione archeologica guidata da José Manuel Galán ha scoperto una tomba appartenuta ad un alto funzionario dell’XI dinastia.

Gli archeologi, dopo aver percorso un lungo corridoio di circa 20 metri, sono giunti nella camera sepolcrale, imbattendosi in una nuova e importante scoperta: al suo interno è stato individuato un numero incredibile di resti umani. Con ogni probabilità, infatti, la tomba fu riadoperata come cachette nel corso della XVII dinastia.

Sebbene le condizioni dei resti umani lascino intuire tracce di precedenti depredazioni, si tratta di una scoperta importantissima,sia per approfondire il ruolo dell’area tebana nel corso del Medio Regno, sia per le informazioni che potranno fornire i resti umani del Secondo Periodo Intermedio.

Scoperti nove sarcofagi a Qubbet el-Hawa

Fonte: Luxor Times Magazine

Il ministro delle antichità ha annunciato il ritrovamento di una camera sepolcrale intatta, al cui interno sono stati individuati nove sarcofagi databili all’Età Tarda (650-525 a.C.). La scoperta è avvenuta a Qubbet el-Hawa (nei pressi di Assuan) ad opera della missione archeologica guidata da Alejandro Jiménez, professore di storia antica presso l’Università di Jaén.

La camera sepolcrale – in realtà ricavata da una tomba più antica (la QH33), risalente al Medio Regno – era già stata individuata e segnalata da Jiménez . Tuttavia, solo con l’inizio della nuova campagna di scavo il team di archeologi ha potuto riprendere i lavori, introducendosi all’interno della tomba e portando in luce i nove sarcofagi, nonché diversi oggetti del corredo funerario

Fonte  

Egittologia: le principali risorse offerte dal web – Parte Prima

La rete offre spesso utilissimi strumenti per approfondire lo studio delle antiche civiltà. Orientalisticamente-Blog vi propone un breve elenco di alcuni siti e di varie risorse disponibili on-line, con la speranza che possano tornare utili a tutti gli aspiranti egittologi:

1)      Il sito dell’IICE

L’Istituto Italiano per la Cultura Egizia è un’associazione fondata dai più eminenti egittologi nazionali. Sul suo sito è possibile trovare numerose notizie riguardo mostre, conferenze e molto altro ancora. Se la crisi economica non ha devastato le vostre finanze, vi consiglio di diventare soci: il prezzo ridotto per studenti è di 25 euro.

 

2)      Egittologia.net

Uno dei più autorevoli blog italiani di ambito egittologico. Dal sito è possibile scaricare gratuitamente la rivista Egittologia Magazine che propone interessanti approfondimenti sui diversi aspetti dello studio del mondo antico, con particolare attenzione all’Egitto faraonico e alle antiche civiltà del mediterraneo.

 

3)      http://jsesh.qenherkhopeshef.org/

Da questo bel sito, il cui nome è un tributo allo scriba più antipatico d’Egitto, è possibile scaricare gratuitamente j-sesh, un programma che vi permetterà di scrivere testi in geroglifico. L’effetto estetico non sarà mai lo stesso dell’ elegante calligrafia dello scriba della tomba reale Qenhirkhshepef, ma si tratta comunque uno strumento indispensabile per chiunque debba scrivere saggi e articoli di egittologia.

 

4)      Il “Porter & Moss” on-line

I volumi del The Topographical Bibliography of Ancient Egyptian Hieroglyphic Texts, Statues, Reliefs and Paintings, più comunemente not come “Porter & Moss”, sono considerati “La Bibbia” dell’egittologia. Si tratta, infatti, di una risorsa indispensabile per qualunque tipo di ricerca bibliografica inerente all’Egitto antico. I sette volumi che compongono l’opera sono ordinati per aree geografiche e illustrano i monumenti e i ritrovamenti di tutti i siti degni di nota, rimandando alle principali pubblicazioni specifiche. La versione scaricabile on-line, oltre al merito di rendere facilmente accessibile questo strumento indispensabile, permette di consultare i volumi attraverso l’uso di parole chiave, velocizzando notevolmente il lavoro di ricerca.

 

5)      UCLA Encyclopedia of Egyptology

Questo bellissimo e utilissimo progetto mette gratuitamente a disposizione 131 articoli in inglese sui più disparati temi dell’egittologia: dalla danza, all’uso del mattone del crudo. Le pubblicazioni, tutte curate dai massimi esperti del settore, sono sempre dettagliate e aggiornatissime.

 

6)      BIFAO en-ligne

Il Bulletin de l’Institut Français d’Archéologie Orientale è una delle più prestigiose riviste scientifiche di ambito egittologico. Gli articoli pubblicati dai primi del novecento fino al 2013 sono tutti gratuitamente scaricabili on-line. Perlopiù sono scritti in francese o in inglese.

 

7)      DemonThings – Ancient Egyptian Demonology Project

Non fatevi ingannare dal nome e dalla grafica vagamente gotica del sito. In realtà, si tratta di un blog che vi terrà aggiornati sui progressi di un serissimo progetto di ricerca dedicato allo studio delle entità demoniache dagli albori della civiltà egizia fino all’Età Bizantina.

 

8)      NINO free downloads

Seguite il link e potrete scaricare gratuitamente alcune delle più importanti e prestigiose monografie di ambito egittologico …

 

9)      EEF

Ogni specialista e appassionato della disciplina dovrebbe essere iscritto a questo forum e alla relativa newsletter. Se non lo avete ancora fatto, rimediate subito.

 

10)   Thesaurus Linguae Aegyptiae (TLA)

Se amate spasmodicamente la lingua egizia e masticate un po’ di tedesco, seguite questo link. Fidatevi, “vedrete cose meravigliose”.

Non fatevi intimorire dal fatto che siano richieste le credenziali; infatti, basta inserire la parola “guest” sia nella casella user id. che in quella password e potrete gratuitamente accedere al sito. Una volta entrati, non solo avrete a disposizione le scannerizzazioni del più grande e completo dizionario della lingua egizia mai compilato, il Wörterbuch der ägyptischen Sprache, ma anche un vero e proprio motore di ricerca che vi permetterà di individuare le principali attestazioni di circa 90.000 lemmi, sondando un discreto numero fonti databili dall’Antico Regno all’Età Tolemaica. Per fare ciò, vi basterà inserire la traslitterazione del termine egizio che vi interessa usando il sistema di Buurman e Grimal (mi raccomando, però, usate la “j” e non la “i” per indicare la yodh). È anche possibile inserire una parola in tedesco per individuare il corrispettivo (o i corrispettivi) in lingua egizia e da lì passare alle attestazioni del lemma selezionato.

Buon lavoro!

Un misterioso rituale magico per scongiurare i terremoti

I membri della missione archeologica dell’ Harvard University’s Sardis project hanno rinvenuto un reperto decisamente curioso. SI tratta di un contenitore formato da due coppe in terracotta scoperto tra le fondamenta di un edifico dell’antica città di Sardi, in Turchia.

All’interno delle coppe erano stati deposti alcuni singolari oggetti, tra cui un guscio d’uovo, un ago e un chiodo di bronzo (forse utilizzati per forare lo stesso uovo) e una moneta sempre in bronzo databile tra il 62 e il 65 d.C.

Fonte: (Archaeological Exploration of Sardis)

Fonte: (Archaeological Exploration of Sardis)

Secondo l’archeologa Elizabeth De Ridder, un simile ritrovamento testimonierebbe un antico rituale magico finalizzato alla prevenzione dei disastri naturali.  Evidentemente, il terribile terremoto che colpì la città di Sardi nel 17 d. C., definito da Plinio il Vecchio come uno dei più violenti mai visti, dovette profondamente segnare i suoi abitanti, che da quel momento si sarebbero appellati anche a espedienti di questo tipo per allontanare il rischio di nuove catastrofi. 

La moneta in bronzo fornisce la prova più convincente di una simile interpretazione. Sul retro, infatti, è possibile individuare l’immagine del dio Zeus, una divinità associata non solo ai fulmini e ai temporali, ma anche ai terremoti.